In psicoterapia ho ricevuto il suggerimento di compilare una lista delle cose buone che sento di aver fatto nella mia vita. Cose che mi sono state dette, oppure cose che oggi esistono grazie a una mia azione. Sono stronzate che si fanno, queste liste, quando pensi che la tua vita non sarà lunghissima.
Serie 3, post #7. “Mi prudono le mani” (e altri modi di dire)
«Mi prudono le mani» mi risulta essere un’espressione idiomatica per dire che hai voglia di menare a qualcuno. A me oggi prudono le mani. Ho moltissima voglia di menare a qualcuno, sul serio, ma credo che, nel mio caso, il prurito sia dovuto al fatto che sono al secondo ciclo di capecitabina: proprio oggi, ho iniziato ad avvertire un formicolio ai palmi delle mani. Potrebbe finire qui, oppure potrebbe finire in piaghe e ulcere.
Serie 3, post #6. “Insight”.
In psichiatria è chiamato Insight e indica il grado di consapevolezza di malattia, l’intuizione dei propri sentimenti, delle proprie emozioni e dei moventi del proprio comportamento.
Serie 3, post #5. L’ora della capecitabina
Ho impostato la sveglia sul cellulare per ricordarmi di prendere le mie nuove pillole ogni mattina alle 8:30 dopo colazione e ogni sera alle 20:30 dopo cena. Il bip bip della sveglia annuncia e mi ricorda ogni mattina e ogni sera che sì, sono “tecnicamente guarita” e tuttavia sono ancora una paziente oncologica. Ma c’è del buono in ogni cosa…
Kintsugi Project. Storie di donne-albero. Caterina
Nell’agosto del 2017, proprio in un periodo in cui la sua buona abitudine alla prevenzione si è impigrita, Caterina sente un nodulo al seno destro. Ecografia e mammografia fanno dire alla dottoressa: «E che ti devo dire, Caterì: questo è un tumore».
Serie 3, post #4. Come in un film di Nolan
Mentre sono nel Gantry della radioterapia, non so perché penso a “Interstellar”, il film di Nolan in cui un gruppo di astronauti viaggia attraverso un buco nero in cerca di una nuova casa per l’umanità, un futuro possibile fra le stelle, ché la Terra è sempre più inospitale.
Serie 3, post #3. “Tecnicamente guarita”, però.
Sembra incredibile, ma anche questo glorioso, epico, lunghissimo anno di pestilenze, cavallette e pioggia di merda è arrivato alla fine. Sono “tecnicamente guarita”, mi hanno detto, ma non fuori pericolo. La mia radioterapia è iniziata questa settimana. Non ho ancora preso fuoco.
Kintsugi Project. Storie di donne-albero. Catia
Catia ha 47 anni, quasi tutti vissuti in mezzo ai libri. Ne legge un paio a settimana e fa la libraia da vent’anni. Nel 2014, all’età di 38 anni, Catia scopre di avere un carcinoma duttale G2. Pensa: “Forse me lo merito”.
Kintsugi Project. Storie di donne-albero. Barbara
«Ho sempre vissuto la vita col piede sull’acceleratore». È così che Barbara, ex giocatrice semiprofessionista di pallavolo, inizia a raccontarmi di sé. Nel 2015, a 51 anni, Barbara si ritrova a uno screening di prevenzione e incontra una dottoressa senza sorriso che le dice con la voce metallica di un dispositivo elettronico: «C’è qualcosa che non va».
Serie 3, post #2. Lettera a Babbo Natale
Quest’anno, il Natale l’ho fatto iniziare oggi. Scriverò una lettera a Babbo Natale, ecco la novità. L’ultima, penso di averla scritta trentacinque anni fa. Ho tanto da chiedere. Alcuni dei miei desideri sono irrealizzabili e teneri come quelli dei bambini, altri no. Quelli no, comunque, sono perlopiù pretenziosi.










